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FS Engineering brevetta GeoAnomaly Sentinel: innovazione e intelligenza artificiale al servizio dell’archeologia preventiva

Un nuovo modello proprietario integra dati geofisici e algoritmi avanzati per rendere le indagini non invasive più efficienti, sostenibili e strategiche nei progetti infrastrutturali

FS Engineering segna un traguardo strategico nel proprio percorso di innovazione, depositando la prima domanda di brevetto della sua storia. Al centro, il modello GeoAnomaly Sentinel, sviluppato nell’ambito dell’archeologia preventiva, che introduce un approccio evoluto e strutturato alle indagini non invasive applicate alla progettazione infrastrutturale.

Il brevetto rappresenta la formalizzazione di un modello metodologico avanzato, nato da un investimento mirato nella ricerca applicata e fondato sull’integrazione sistematica di molteplici fonti informative. 

Il progetto prende forma grazie a un ecosistema collaborativo che coinvolge competenze interdisciplinari e partner dell’innovazione, tra cui la start-up universitaria GRID+ dell’Università La Sapienza, con l’obiettivo di costruire un framework operativo capace di valorizzare dati geofisici, telerilevati e acquisiti tramite rilievi avanzati, trasformandoli in conoscenza utile nei processi decisionali.

In questo contesto si inserisce GeoAnomaly Sentinel: una piattaforma tecnologica progettata per correlare e analizzare grandi volumi di dati eterogenei, supportando l’identificazione rapida e coerente di anomalie di potenziale interesse archeologico. Il sistema consente di strutturare le fasi preliminari dell’analisi, migliorando la qualità delle informazioni disponibili fin dalle prime fasi progettuali.

Elemento distintivo della soluzione è l’integrazione di algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning, sviluppati per automatizzare i processi di rilevazione e classificazione delle anomalie. Questo approccio incrementa significativamente l’efficienza operativa e l’accuratezza interpretativa, garantendo al contempo una gestione oggettiva, scalabile e replicabile delle analisi.

I benefici si riflettono lungo l’intero ciclo progettuale: riduzione dei tempi e dei costi delle indagini preliminari, maggiore standardizzazione dei protocolli e supporto avanzato ai processi decisionali. A questi si affianca un impatto rilevante in termini di sostenibilità, grazie alla diminuzione degli interventi invasivi e alla valorizzazione di metodologie non distruttive, più rispettose del patrimonio archeologico.

Concepito come piattaforma modulare e scalabile, il modello è attualmente in fase di integrazione nei sistemi aziendali e presenta ampie prospettive di applicazione anche in ambiti affini alla conoscenza del sottosuolo, come il monitoraggio ambientale e la gestione di infrastrutture e sottoservizi. Una versatilità che rafforza il posizionamento di FS Engineering come player capace di coniugare ricerca, tecnologia e applicazione industriale, valorizzando al contempo la collaborazione con il mondo accademico e dell’innovazione.

Con questo brevetto, la Società compie un passo paradigmatico: trasforma competenze e pratiche operative consolidate in un asset di proprietà industriale e definisce un nuovo standard nell’utilizzo delle indagini non invasive. In questa prospettiva, l’archeologia preventiva evolve da fase di verifica a leva strategica di creazione di valore, contribuendo a migliorare l’efficienza dei progetti, ridurre i rischi e promuovere una gestione più consapevole e sostenibile del territorio.