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Qays cammina verso la fermata della Metro osservando il sole che si tuffa in mare e gli tornano in mente i versi del poeta Darwish:

«Vengo da dove il mare saluta la terra, dove il cielo abbraccia l'orizzonte».

Ama particolarmente Doha - la sua città - al tramonto, quando il cielo si tinge di rosa e oro, forse perché gli ricorda un particolare momento di due anni prima, quando in occasione dei Mondiali di Calcio 2022 un evento gli cambiò la vita: l'inaugurazione della Metro. 

Ricorda ancora la sensazione che provò a 16 anni, realizzando che avrebbe potuto finalmente muoversi da solo in città, evitando così di chiedere sempre a suo padre di accompagnarlo. Manda un vocale al suo amico Omar: «Ehi, sto arrivando! 20 minuti e sono lì!». Stavano andando a vedere l'Al Sadd, la loro squadra del cuore, che ora potevano seguire dal vivo, allo stadio, in sole 7 fermate di metro, prima la rossa e poi la verde. Qays conosceva ormai a memoria la linea e i suoi percorsi preferiti.

Mentre scende le scale mobili Qays pensa che forse quell'evento, quei Mondiali, quell'inaugurazione di due anni fa, lo abbiano in qualche modo influenzato anche nella scelta dell'università, che raggiunge tutti i giorni grazie alla Metro. Proprio il giorno prima aveva seguito una lezione durante la quale c'era stato l'intervento di Pino, un ingegnere italiano di FS Engineering, la società che aveva seguito la progettazione della Metro: proprio quella che lui prendeva tutti i giorni, proprio quella che gli aveva cambiato la vita.

Quell'ingegnere aveva descritto le caratteristiche del progetto della Red Line North Underground, una sezione di 13 km, di cui circa 12 in sotterraneo, dotata di 7 stazioni che vanno da Al Bidda a Legtaifiya, per cui FS Engineering aveva seguito il progetto definitivo. Anche Qays sarebbe presto diventato un ingegnere dei trasporti, con la speranza che un giorno il suo lavoro avrebbe potuto cambiare altre vite e altri destini, come quell'ingegnere italiano che, senza saperlo, aveva contribuito a cambiare la sua.